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Il museo delle navi romane
Sulla riva nord-occidentale del lago si erge, imponente e isolato rispetto al paesaggio circostante, il Museo delle Navi, appositamente realizzato fra il 1933 e il 1939 per ospitare i due scafi recuperati agli inizi degli anni '30 nelle acque del lago.
Progettato dall'architetto Vittorio Morpurgo, l'edificio fu ultimato, chiudendo la parete verso il lago, solo dopo avervi introdotto le due navi; si tratta dunque del primo museo costruito in funzione del contenuto e condizionato da questo nelle soluzioni architettoniche, che si ispirarono a quelle dei cantieri navali.
Lo stabile, inaugurato nel 1940, venne quasi totalmente distrutto da un incendio il 31 maggio 1944, restaurato integralmente e riaperto nel 1953, esponendo i reperti salvatisi, nuovamente richiuso nel 1963 e infine definitivamente riaperto solo nel dicembre l988.
Nell'originario allestimento del Museo vennero esposti, oltre alle due navi dell'imperatore Caligola, recuperate tra il 1929 e il 1931 abbassando il livello del lago, altre tre piccole imbarcazioni (due piroghe e un battellino) e i materiali provenienti dai ritrovamenti iniziati nel Rinascimento e proseguiti quasi ininterrottamente fino al recupero definitivo, tra cui, degni di nota, i bronzi decorativi, consistenti in una balaustra con erme di satiri, sileni e menadi e alcune cassette di rivestimento delle travi lignee con protomi di lupo e felini, mani apotropaiche, una testa di Medusa.
Attualmente sono esposti i due modelli degli scafi in scala 1:5, alcuni materiali di bordo, sia originali (un'ancora, mosaici, le tubature in piombo con il nome di Caligola che permisero l'attribuzione all'imperatore delle due navi, il rivestimento bronzeo della ruota di prua, lastre di rivestimento fittili, chiodi) che in copia (una nona e una pompa a stantuffo per il sollevamento dell'acqua, un'ancora in legno, una piattaforma su sfere, calchi di rilievi legati alla navigazione fluviale).
Una mostra permanente esposta sul ballatoio documenta la storia delle navi, dai primi tentativi di recupero ai giorni nostri, mentre alcuni pannelli sono dedicati alle strutture conservate sulle rive del lago e in particolare al Santuario di Diana e ai risultati delle recenti indagini.
In entrambi i capannoni del Museo si conserva un tratto di basolato pertinente al diverticolo che da Genzano conduceva al Santuario, rinvenuto nel costruire l'edificio.
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Nell'originario allestimento del Museo vennero esposti, oltre alle due navi dell'imperatore Caligola, recuperate tra il 1929 e il 1931 abbassando il livello del lago, altre tre piccole imbarcazioni (due piroghe e un battellino) e i materiali provenienti dai ritrovamenti iniziati nel Rinascimento e proseguiti quasi ininterrottamente fino al recupero definitivo, tra cui, degni di nota, i bronzi decorativi, consistenti in una balaustra con erme di satiri, sileni e menadi e alcune cassette di rivestimento delle travi lignee con protomi di lupo e felini, mani apotropaiche, una testa di Medusa |
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Attualmente sono esposti i due modelli degli scafi in scala 1:5, alcuni materiali di bordo, sia originali (un'ancora, mosaici, le tubature in piombo con il nome di Caligola che permisero l'attribuzione all'imperatore delle due navi, il rivestimento bronzeo della ruota di prua, lastre di rivestimento fittili, chiodi) che in copia (una nona e una pompa a stantuffo per il sollevamento dell'acqua, un'ancora in legno, una piattaforma su sfere, calchi di rilievi legati alla navigazione fluviale). |
In attesa di una esposizione più completa, non solo dei materiali appartenuti alle due navi ma anche di quelli provenienti dalle nuove indagini al Santuario di Diana, il Museo è spesso utilizzato per ospitare mostre e manifestazioni culturali. |