INFIORATA Genzano Di Roma

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Testimonianze

Archivio Storico

Antonio Colarieti


„ ......................... Ma qual veggio Apparato di festa? ecco lo spiazzo Tutto di fiori spicciolati asperso

A disegno gentil. Se appiè del bivio, Quant'occhio vede a rimirar ti fermi, Tutto diresti di vivace arazzo

Coverto il suol, né immaginar potresti Che a tanto lavorio desser colore

La rosa e il gelsomin; se poi t'appressi Lungo i ripari a sogguardar, vedresti Come l'un d'emular l'altro presunse, Meandri -disegnando e stemmi e gruppi, E il voto udresti della gente varia, Ed il vario opinar. Chi tutto loda, Chi tutto biasma; Bello, bello bello!!! Uno enfatico grida; Apelle mai Miglior far non potrìa, se qui tornasse, Impasto di colori
......... Io lento lento
Passeggio e guardo; urtato urto e riurto Tra la calca più grande
. .. . . . . . . . Frattanto al suono Di campane, di pifferi e tamburi S'avanza salmeggiando un sacro stuolo, Che procede e si ferma al vario cenno Dello svelto mazzier, che colla voce Le distanze corregge. Odonsi a mezzo Armonici stromenti e doppi cori
Di musici cantanti . . . . Ah tu, Rossini, Domini in ogni parte! Non v'è crocchio. Non v'è ridotto, ove non s'oda un trillo Della musica tua; cembali arguti Tocchi da man gentile, in ogni canto, Odonsi e notte e dì; musica regna Fra l'arti &l diletto, e colpa è fatta Alla giovin donzella ir senza il vanto Che fé si grande Orfeo. Barbieri ed osti Pe' trivj, pe' caffè gorgheggian tutti; E le nuove tue crome or fin nei templi Dai teatri son tratte, e son scambiate Colla grande armonia che il grande imita De' sacri accenti, e revenza ispira. Stringonsi tutti a riguardar; m'avanzo Sporgendo il collo; all'appressar del sacro Stuol che devoto incede, altri stan proni Sovra il destro ginocchio, altri stan curvi , Altri stan ritti •
Ma in un attimo già guasto Iè il disegno Studio di tanti dì - Cessano i bronzi,
Ed il rito è compiuto - E' notte. - I fochi S'incendian tosto, e il magnifico artificio Della ristretta polve al dì giulivo Dia fin ben degno ..................................
Viaggio all'Infiorata di Genzano Rieti 1827



Storia dell'origine dell'Infiorata di Genzano, manoscritto



« Nota di tutti gli abitanti di strada Sforza e strada Livia, ove passa la processione del­l'ottavario del Ss.mo Corpus Domini e di tutti quelli che fanno l'Infiorata a proprie spese in detta festa.

Strada Sforza: sig. Nicola Pasquali, sig. Giov. Batt. Buzi, signori Pasquale eFilippo Fratelli Riva, sig. Giov. Batt. Fontana, Eredi dell'Ill.mo mons. De Vecchis, sig. Giov. Filosofo, sig. Lui­gi Buzi, sig. Domenico Marucchi, sig. Giuseppe Attenni, eredi del sig. Carlo Attenni, sig. Paolo Jacobini, sig. Fil.o Mazzoni, signor Cristofaro Jacobini, signori Luigi e Vincenzo Leofreddi, signori Pompeo e Augusto Fratelli Jacobini, sig. Luigi Riva, sig. Lorenzo Jacobini, sig. Gia­como Jacobini, sig. Camillo Casanova, sig. Ago­stino Nolfi, sig. Pietro Paolo Maggi, signor Lui­gi Jacoangeli. Qui termina la strada Sforza, ove si fa l'altare e si dà la benedizione.

Strada Livia: sig. Giuseppe Jacobini, sig. Nicola Alberigi, sig. Vincenzo Alberiggi, sig. Pietro Pericoli, signori Giovanni e Luigi Ga­lieti, sig. Filippo Grassi, sig. Giuseppe Orto­lani, signora Margarita vedova del fu Giov. Francesco Giannini, sig. Pietro Pagliaroli, sig. Francesco Truzzi, signori Francesco e Vincen­zo Jacobini, sig. Gioacchino Giannini, ill.mo sig. avvocato Bondadosi, signor Giovanni Car­lenzio, sig. Giovanni Cassio, sig. Giovanni Sta­merani, sig. Geremia Romagnoli, sig. Gioac­chino Coppola, sig. Luigi Pompili, sig. Giuseppe Alberigi, sig. Settimio Bernardi, sig. France­sco Coppola, sig. Carlo Giannini, signor Ma­riano Rinaldi.

Qui termina Strada Livia ove si fa l'altare sulla porta della chiesa di S. (fol. 170r) Maria della Cima, e si dà la prima benedizione, e la seconda è quella che si dà all'altare di Strada Sforza » (fol.170).

S. Maria della Vittoria, n. 293, dal fol. 153 - al fol. 170, 1824 (?), Biblioteca 'Nazionale di Roma.

Antonie Jean-Baptiste Thomas


Le jour de l'octave de la Féte-Dieu, tandis que dans Rome une grande procession se fait de nouveau sous la colonnade de Saint-Pierre, à Gennesano, petite ville au bord du lac de Némi, une procession solennelle s'avance sur des tapis de fleurs artistement préparés et composés principalement de dessins d'armoi­ries. De chaque cóté des rues, s'élèvent des piquets entourés de feuillages et auxquels sont suspendues des guirlandes de fleurs. Ce spec­tacle offre un coup-d'oeil des plus gracieux, et c'est ce qui a fait donner à cette féte le surnom d'Infiorata ou la Fleurie. Elle attire ordinairement bea: , z,oup de monde à Genne­sano. A la procession de Gennesano, de fortes détonations de boites d'artifice annoncent tour-à-tour: que le Saint-Sacrement sort de l'église, qu'il passe de l'une à l'autre grande rue de la ville, et qu'il arrive au reposoir con­struit sur un lieu élevé.
Un an à Rome - Paris 1830
p. 27 pl. XXXIII

Hans Christian Andersen


“… Come descrivere la prima impressione di questa festa? Di quella strada che saliva lenta, interamente coperta di fiori prevalentemente celeste? Tutta la strada era tappezzata di grandi foglie verdi sulle quali erano posate una enorme quantità di rose, una accanto all’altra? Altre migliaia di fiori gialli e rosso scuro bordavano la strada. Neanche un filo d’aria si muoveva e i fiori giacevano al suolo come se fossero state pesanti pietre preziose …” Dalle finestre pendevano arazzi raffiguranti quadri sacri e dovunque diciture di fiori annunciavano parole sacre. Una grande quantità di forestieri, ciascuno nel costume del suo paese, o stavano ai balconi a osservare o passeggiavano allegramente lungo i lati della strada. Il sole scottava, tutte le campane suonavano a festa e la processione avanzava sul magnifico tappeto di fiori. La bella musica e il canto corale ne annunciavano la venuta. Dietro le nuvole d'incenso apparivano le più belle ragazze della contrada portando ghirlande di fiori, seguite da un stuolo di bimbi con delle alucce appiccicate sulle spalle nude. I giovanotti avevano applicato lunghi nastri svolazzanti con l'immagine della Madonna ai loro cappelli a punta; attorno alla vita le belle sciarpe multicolori si distaccavano magnificamente dai giubbetti neri.
“L’improvvisatore”, 1834

Nikolaj Gogol


….Ah, ora vi racconto qualche cosa a proposito di una festa, che si è svolta qualche giorno fa in un paesino, Genzano, a 30 chilometri da Roma. La festa si chiama "Infiorata", cioè floreale. Immaginate che le strade della cittadina sono coperte di fiori. Però, non crediate che i fiori siano semplicemente gettati in terra.

Niente affatto, non pensereste neanche che siano fiori, ma tappeti che coprono la strada, decorati con immagini diverse e tutto questo fatto con i fiori: Stemmi, vasi, tantissimi arabeschi diversi e, addirittura, il ritratto del Papa. La visione è sorprendente strade, finestre, porte sono piene di gente. Dopo, sopra tutti questi fiori dovrà passare la processione, iniziando dalle due chiese, girerà tutta la città (...) Davanti a tutti sfileranno tre ragazzine di 5 anni, molto carine, vestite da angeli con le ali...
Lettera alle sorelle 30.06.1838, Roma



Gaetano Moroni


Questa Infiorata consiste nel coprire la via per ove passa la processione, ed in breve tempo di verzure e di ogni specie di vaghis­simi fiori, con graziosi e variati disegni che producono un effetto meraviglioso. Successi­vamente questo ornamento di fiori nelle stra­de lungo il passaggio della divota pompa, crebbe gradatamente per la emulazione reli­giosa delle altre famiglie genzanesi proprie­tarie delle case avanti le quali percorre la processione, ed a tal segno che ormai è dive­nuta per così dire una festa europea stante la sua celebrità, che attrae numerosi anzmi­ratori del gusto ed industria dei genzanesi nell'adornare i piani -delle strade con lavori di fiori d'ogni colore, vagamente disposti a disegno, tutti variati con figure, rabeschi, e ornati; e ciò che riesce più sorprendente, ciò fanno con somma celerità e facilità, ricopren­da la via con questi tappeti ed arazzi estem­poranei.
Dizionario di erudizione storico-ecclesiastica da San Pietro sino ai nostri giorni, Venezia, Tip. Emiliana, 1844


Ferdinand Gregorovius


Ieri l'altro mi sono recato a Genzano per l'Infiorata, con i figli di Herzen e la signorina Meysenburg. Meravigliosi tappeti di fiori; le figure venivano tracciate con gesso sul selciato; adulti e bambini le riempivano con petali di fiori. La festa non era stata celebrata da diciannove anni. Con un'abilità degna di ammirazione venivano raffigurati emblemi, stemmi e mosaici alessandrini. Il popolo, pieno dì allegria assisteva con gusto a tutto questo indaffararsi così pieno dì significato. Solo in questo paese e possibile un tale giuoco di grazia.
Diari romani Roma, 19 giugno 1864


Massimo D'Azelio


"….Alcuni giorni innanzi, la festa le donne, i ragazzi del paese vanno per prati, per boschi e per giardini e li spogliano di fiori che portano a casa a fastelli. Poi spogliano questi fiori ad uno ad uno ed ammucchiano le foglie dello stesso colore onde compongono alla fine una specie di tavolozza piena di tinte diverse. Ogni casa che fronteggia la strada si incarica di coprire lo spazio che sta dinanzi ed eseguisce un disegno diverso. Chi fa un ornato, chi fa un fregio, chi uno stemma: l'insieme riesce vivacissimo e visto dal piede della salita si mostra come un tappeto magnifico…"
I miei ricordi Torino 1866


Richard Voss


Nell'ultimo giorno della fessa floreale, la cittadina offriva un quadro di bellezza magica; schiere di fanciulli e di fanciulle saccheggiavano i giardini e riempivano fino all'orlo grosse ceste di garofani e di verbene, di aster e di giorgine, di viole a ciocche e di "suocere e nuore"; in quanto alle rose, parevano tornati i tempi degli imperatori romani. Sotto il platano secolare sedevano le donne, ciascuna tenendo una tavoletta davanti a sé sulla quale erano tracciati arabeschi e nomi, e accanto a sé dei mucchi di fiori delle diverse specie, disposte separatamente: i nomi e gli arabeschi venivano ricoperti di petali variopinti e il fondo di un colore solo. Questi meravigliosi mosaici erano poi portati a casa, tra suoni di liuto e canti, mentre le fanciulle accordavano il caratteristico saltarello al tintinnio dei piccoli tamburi. Venuto il giorno della festa, tutta la città pareva una gigantesca aiuola. Ogni casa, ornata di drappi e dì coperte colorate, aveva un tappeto di fiori davanti alla porta, e tappeti di fiori coprivano le strade principali, che menavano alla chiesa. Uno spettacolo meraviglioso era offerto dalla piazza, che sale al Duomo in dolce pendio.
Visioni d'Italia, 1912

Alberto Buttaroni


Veramente in principio si usava, come del resto si fa comunemente altrove, cospargere alla rinfusa il tratto da percorrersi con fiori e mortella. Per merito dei fratelli Leofreddi, nel 1778, si cominciò ad acconciare con una certa tecnica ed in certo dispositivo artistico i fiori e il verde; ciò che fu ripetuto, ed ampliato negli anni successivi.
Perfezionatosi ancora più il progetto, le famiglie della Via si riunirono in Comitato. I tratti infiorati con quel sistema diminuirono di numero ed aumentarono di dimensioni e proporzione, di vivacità e di varietà. Si verificarono i primi concorsi delle popolazioni limitrofe e la cerimonia con la sua fama e la grandiosità delle processioni si spargeva man mano in tutta Italia attraverso la curiosità della stampa dell'epoca.
Cosicché nei primi anni del secolo scorso era già necessario l'intervento del Ministro dell'interno, del governo della Comarca (Provincia) per la protezione, l'avviamento ed il con­centramento dei viaggiatori che dovevano percorrere vie più o meno lunghe e più o meno sicure.
Nel 1821 si notano i primi manifesti murali a stampa.
Nel 1826 essi appaiono dai vivaci colori stampati dalla Tipografia di Piazza Colonna Traiana di Roma: in quell'anno l'Infiorata si distese sulle due vie Sforza e Livia. Per dare ordine alla ressa delle carozze e degli omnibus si distribuivano dei lasciapassare da parte del Gonfaloniere della città, si aprivano temporaneamente alberghi e pullulavano osterie e scuderie improvvisate. Però per l'enorme accaparramento dei fiori, e per i lavori grandiosi di difesa dell'infiorata si rese necessaria la sottoscrizione pubblica. Ed ecco - come si rileva dall'Archivio Municipale - le caratteristiche « Note di sottoscrizione cittadina », nelle quali, precisamente come oggi, accanto a qualche nome si legge la dicitura: Non pagò.
Il ricavato era generalmente di pochi scudi romani, bastando essi per le spese vive. Per gli altri lavori suppliva l'opera gratuita di molti cittadini.
Altre grandi Infiorate si tennero nel 1828, nel 1836, nel giugno 1838. (Di una Infiorata, certamente fatta sotto il Pontificato di Pio VI, si conserva in Vaticano un dipinto, che servì nel 1909 per fare una cartolina augurale Pro­Casa del Pane, sotto l'Alto Patronato della Regina Madre).
- La discontinuità nel fare Infiorate era dovuta a varie cause, non ultime la carestia di fiori e la scarsità di mezzi finanziari. Inoltre quando si volle dare all'Infiorata non più lo schietto e primitivo carattere religioso ma si volle creare con essa un avvenimento commerciale, fonte per molti di benessere economico, allora alle aumentate esigenze della materiale grandiosità dell'Infiorata facevano riscontro le difficoltà di trovare prestazioni gratuite. Cosicché dal rendiconto della festa del 1836 risultano spesi scudi 70 di fronte a scudi 24 e baiocchi 30 spesi nel 1826; per quella del 1838 il Comune integrò la deficienza della somma raccolta con scudi 3 e baiocchi 76; e quando, subito dopo, fu fatto un preventivo per affidare del tutto la direzione dell'Infiorata al Comune stesso, la suddetta somma salì subito a scudi 191 senza comprendere 24 scudi per la banda ed altri 60 scudi per le feste accessorie che quasi sempre comprendevano spari di mortaletti e corse di cavalli. Il 9 maggio 1843 l'Infiorata fu grandiosa quanto mai e fatta appositamente ad onore del Papa Gregorio XVI reduce dalle provincie di Marittima e Campania. Era stata chiamata per la circostanza la banda dei Dragoni Pontifici. Si racconta in proposito che mentre S.S. percorreva la Via Livia, giunse davanti ad uno dei tratti infiorati, lavorato con estrema arte e finezza, raffigurante S.S. stessa a mezzo busto, disegnato di profilo. Il Papa sostò un momento ad ammirare, toccandosi ripetutamente il naso alquanto sviluppato. Additando poi la figura floreale del ritratto distesa ai sui piedi, con tono scherzoso esclamò: « Mi sembra che quel naso sia un pò grosso! ». E scostandosi di lato non volle guastare col suo piede quel meraviglioso e profumato capolavoro. intanto vere carovane di forestieri si riversavano a Genzano. Sempre dall'Archivio Comunale si rilevano lettere dei Municipi di Roma, Firenze e Milano riguardanti accordi per l'inoltro di stranieri, di artisti e di curiosi. Sicché la fama della bellezza dell'Infiorata aveva sorpassato i confini di Italia.
La successiva Infiorata ebbe luogo nel 1845, poi cadde abbandonata per 19 anni. Risorse grandiosa il 2 giugno 1864.
Da una copia dell'Osservatore Romano di quell'anno si rileva come per tale festa furono allestiti dei treni speciali con partenza da Roma per Genzano con fermata provvisoria a Monte Giove (km. 4 dal paese) e furono istituite delle corse Omnibus da Piazza Colonna Traiana, al prezzo di Paoli 5 a persona, compreso il ritorno. Per dare da mangiare a tutta quella moltitudine che si riversava a Genzano il noto trattore romano, Spilman trasformava i grandissimi granai di lacobini, detti « Granaroni » in trattoria provvisoria, capace di circa 4000 coperti. Per quell'anno per la prima volta fu infiorata la via Cappuccini (poi via Garibaldi) anziché Via Sforza.
Avvenimento eccezionale, in quello stesso anno si tenne una seconda Infiorata in onore di Pio IX° il giorno 6 agosto.
Pio IX° però non intervenne a detta festa; presenziò invece quella che ebbe luogo il 30 maggio 1869, accompagnato dal cardinale Berardi, proministro del commercio e dei lavori pubblici. Il servizio musicale fu fatto dal concerto dei Gendarmi, diretto dal maestro Rolland. In quell'occasione il Papa affacciatosi alla loggia del palazzo Iacobini, sito sulla piazza che l'anno seguente si chiamò del Plebliscito, a ricordo dell'unione di Roma al Regno d'Italia, impartì una benedizione ai genzanesi.
Nella ricorrenza dell'Infiorata del 1871 onorarono Genzano i principi Umberto e Margherita di Savoia, che dal balcone municipale vollero ammirare e godersi lo stupendo spettacolo. Fu ripetuta poi nel 1875 in onore di Garibaldi.
Non ricomparve che ne 1 18,94 e nell'anno susseguente, in tutto l'antico splendore, per opera dei dirigenti del Circolo S. Luigi, che si dimostrarono infaticabili ed ammirevoli.
Ma superiore forse ad essa fu quella fatta il 17 giugno 1909. L'Infiorata era lunga 200 metri, formata da 9 pezzi di 18 metri ciascuno, legati fra loro negli spazi da altri piccoli disegni. Queste ammirevoli e vere pitture floreali furono ardua opera di artisti genzanesi, quali Monti, Nicoletti, Bernardi ecc. e strappavano vere grida di ammirazione dalle migliaia di convenuti dalle regioni vicine.
Nel 1911, cinquantenario dell'Unità d'Italia, si ripeté la tradizione, allungando il tratto infiorato di tutta la cordonata della parte alta di via Livia e su di esso fu riprodotto Garibaldi a cavallo.
Il mondo - 15 giugno 1924.

A. Galieti


« Da una delle quattro Infiorate intessute nel decennio 1826-1836 il Rossini trasse il motivo per il suo pregevolissimo rame. La didascalia 'Genzano con la processione dell'Infiorata' che l'accompagna, avverte come quella veduta ritragga di fatto non già l'Infiorata, ma la relativa processione affollata da fratelloni con stendardi, insegna, tronchi, crocefissi e lanternoni, nel momento che, scendendo da via Sforza, attraverso la piazza del 'Plebiscito, nel cui centro si staglia l'araldica fontana del Bracci, per rientrare nella chiesa nuova.
La stampa disegnata 'dal vero riproduce con assoluta fedeltà e con abbondanza di particolari le case che delimitano la piazza, in cui convergono a ventaglio le ampie vie della moderna cittadina. Ma ciò che la rende più pregevole per la storia locale è la presenza in essa della barocca ed elegante facciata della chiesa di S. Sebastiano ... ».
Contributi alla storia della diocesi suburbicaria di Albano Laziale, Tipografia Poliglotta Vaticana, 1948, p. 247


Infiorata a Genzano » al Teatro dell'opera


Sapevamo che l'Infiorata di Genzano ha sempre suscitato l'interesse ed ispirato l'estro di narratori (per esempio del danese Andersen nel romanzo
« L'improvvisatore »), di poeti (tra questi il reatino Antonio Colarieti col poemet­to « Viaggio all'Infiorata di iGenzano ») e di pittori (basti citare il famoso acquarellista francese G. B. Thomas). Ma ignoravamo che la bella festa genzanese avesse avuto anche risonanze musicali. Lo abbiamo appreso lo scorso mese di marzo dal cartellone d'uno spettacolo di balletti, replicato per tre o quat­tro sere al Teatro dell'Opera di Roma.
Tra i cinque balletti in programma, uno ven'era dal titolo:
« Infiorata a Genzano - Passo a due ».
Si tratta d'un semplice brano, tratto dal « Blomsterfesten i ~Genzano », del coreografo August Bournonville, con musica di Holger Simon Paulli e Edward M. E. Helsted.
Spiega il libretto che il Bournonville ebbe le mansioni di coreografo del Teatro Reale di Copenhagen per quasi cinquant'anni: dal 1827 al 1877. Fu per sei mesi anche in Italia (nel 1841), dove fece la stagione d'autunno alla Scala come primo ballerino. In quell'occasio­ne venne anche a Roma e nei Castelli, ripor­tandone impressioni di paesaggio e di folklore, che riversò poi in più d'un balletto.
Purtroppo nell'allestimento scenico del Tea­tro dell'Opera il paesaggio era completamente assente, trattandosi di un semplice brano del­l'opera; e il richiamo folkloristico si riduceva ai soli costumi genzanesi (forse un po' arbi­trari) indossati dai due virtuosissimi ballerini, Carla Fracci ed Erik Bruhn.
Ma quale festa per gli occhi e per l'udito! Dopo le strane elucubrazioni mentali e musi­cali dei balletti precedenti (in uno di essi l'or­chestra aveva ceduto il posto a un disco Colum­bia microsolco, che diffondeva assordanti suoni elettronici...), 1'
« Infiorata a Genzano » riportò il pubblico in un clima poetico e solare dei nostri Castelli.
Dietro le armoniose movenze dei due bal­lerini s'indovinava il paesaggio assente e il gioioso folklore locale. Sì che gli spettatori (in buona parte stranieri), liberati dai ritmi ossessionanti dei precedenti balletti, si leva­vano in piedi con applausi scroscianti.
Noi pensiamo che quella calorosa- manife­stazione di simpatia fosse indirizzata, oltre che agli autori e agli interpreti, anche e so­prattuto al soggetto: l'Infiorata di Genzano.
Vincenzo Misserville,
Il balletto
« Infiorata a Genzano » al Teatro dell'opera in Castelli Ro­mani, aprile1967 p. 39



San Francisco Croniche


Main Street was carpeted wuith « rugs » entirely composed of living flowers woven-into intricato designs last Sunday in the Italian mountani village of Genzano, near Rome, as a traditional part of annual religious festi­vities.
San Francisco Croniche U.S.A. 23 giugno 1968.


Periodico Navarro de in f ormacion



Comenzò ayer oficalmente el verano, tras una de ;Iluvias, gabardinas y paraguas. Vamos a ver si aciertan los « obres del tiempo », quen han pronosticado un estìo caluroso. Màs ori­ginal que una foto clàsica de lar playas, como postal publicitaria del verano, son estas alfom­bras de pétalos de flores instaladas en la loca­lidad de ~Genzano, a 25 Kilòmetros de Roma. Las gentes de Genzano rinden asì un homenaje pùblico al protagonista de las vacaciones ve­raniegas.
Periodico Navarro de in f ormacion - Spagna 22 giugno 1971


La Presse Turistique


C'est dans cette dernière rue que se déroule, chaque année le dimance après le Féte-Dieu, une manifestation unique en son genre, la féte de l'Infiorata dont les origines remontent à 1778. Avec un art consommé et en quelques heures seulement, les habiles artisans de Genzano recouvrent la rue tout entière d'un somptueux tapis de fleurs naturelles aux des­sins artistiques, haut en couleur et d'une richesse remarqable.,C'est sur ce tapis de fleurs que passe la procession avant les Véspres.

Terre riche et généreuse, terre hospitalière et souriante, terre; aux vins rénomens, Genzano est belle en toutes . saisons.

La Presse Turistique Francia 1971








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